Vessillo nazista alla caserma Baldissera di Firenze

Chiamarlo un atto vergognoso sarebbe poco. L’esposizione della bandiera neonazista dentro la caserma Baldissera dei carabinieri di Firenze è intollerabile.
Non è solo uno sfregio a uno dei simboli della sicurezza della nostra comunità: l’Arma dei Carabinieri. Ma è anche e soprattutto un colpo al cuore dei valori sui quali si fonda la Repubblica italiana. Parliamo dei valori della Resistenza. Parliamo di tutti quegli uomini e quelle donne che durante la Seconda Guerra Mondiale lottarono per liberare il nostro Paese dalla violenza del nazifascismo. Per dare al nostro Paese le fondamenta su cui costruire la Repubblica.

L’Arma dei Carabinieri ha dato molto alla storia d’Italia e in particolare alla storia della Resistenza. Come non ricordare i tre martiri di Fiesole – Alberto La Rocca, Vittorio Marandola e Fulvio Sbarretti – che il 12 agosto del 1944 si consegnarono alle truppe tedesche per salvare dieci ostaggi e subito dopo furono fucilati? Come non ricordare il contributo dato alla Liberazione di Firenze dall’Arma dei Carabinieri?
È per questo che lo sgomento di fronte ad un episodio del genere è più forte.

In un periodo, poi, in cui nella nostra città e in tutta la Toscana l’estrema destra si sta ritagliando spazi sempre più ampi e la risposta delle Istituzioni non è sempre all’altezza della sfida. Quanto dovremo aspettare perché ci si renda conto che l’avanzata del neofascismo anche qui, in una delle città simbolo della Resistenza, della cultura del rispetto e dell’apertura al mondo, sta assumendo dimensioni oltremodo preoccupanti e non può più esser vista come fenomeno marginale, ma combattuta con fermezza?

Ecco perché dobbiamo interrogarci non solo su chi ha esposto quella bandiera, ma anche su chi, prima che divenisse di dominio pubblico, ha visto ed ha taciuto, ha visto e ha lasciato correre.
Deve essere fugata ogni ombra in questa faccenda.
Chiederemo al più presto un incontro al Prefetto di Firenze, Alessio Giuffrida, perché è intollerabile che i membri delle forze dell’ordine non siano pienamente aderenti ai principi e ai valori di quella Costituzione su cui giurano.
Convenendo inoltre con la pronta reazione della ministra Pinotti ci attiveremo per incontrarla sul tema del rispetto dei principi democratici e dei valori costituzionali nell’esercito.

ANPI Firenze
ARCI Firenze
CGIL Firenze

[l’articolo sulla stampa]

“In alcuni campi di concentramento c’erano i cinema, la musica di Wagner, c’erano le piscine.”

È deplorevole il negazionismo del rappresentante regionale di Forza Nuova, che dipinge i campi di sterminio nazisti come se fossero centri di villeggiatura.
È una mistura ripugnante di complottismo, ignoranza e calcolo politico di fronte alla quale viene da chiedersi perché vengano concessi spazi del genere in una trasmissione di un servizio pubblico.
Dare diffusione a delle plateali menzogne è il contrario del fare informazione, è il contrario del giornalismo.

Ci sono delle regole di convivenza civile, regole democratiche che hanno una storia ben precisa e che sono scritte nella Costituzione. L’ANPI richiama con forza tutti i cittadini democratici e le istituzioni a vigilare sul rispetto di queste regole e della loro storia.

[si veda Repubblica Firenze]

Striscione di Forza Nuova sotto casa del sindaco di Lucca

È allarmante, per l’ennesima volta, quel che è accaduto a Lucca ieri.
Ancora un altro passo da parte di Forza Nuova nella penosa gara a chi è “più fascista” che si è innescata da qualche tempo in certi ambienti dell’estrema destra;
A tutti i democratici non deve però sfuggire il grande pericolo che porta con sé questa specie di competizione.
La rabbia di questi soggetti prende di mira 38 bambini e la modalità abbandona la politica per arrivare al confronto personale, agli striscioni sotto casa inneggianti alla dittatura: è un degenerazione morale, prima che politica.

L’ANPI della Toscana esprime solidarietà al Sindaco di Lucca e ricorda che né Forza Nuova né altri possono intimidire la società civile o le istituzioni.

La situazione di emergenza causata dai fascismi vecchi e nuovi è però del tutto concreta, l’uso strumentale delle difficoltà di molte persone per ottenere un consenso da utilizzare in continuità con la storia della dittatura fascista deve suscitare una reazione da parte di tutti.

È evidente che l’iniziativa del comune di Lucca, per quanto puramente simbolica, è una strada utile all’integrazione fatta nel solco dei valori democratici della nostra Regione e dell’Italia tutta.
Auspichiamo quindi che altri Comuni vogliano intraprenderla, anche come risposta a queste provocazioni, ma soprattutto che come testimonianza dell’attuazione dello spirito della Costituzione.

In Toscana nasce il Comitato in sostegno dei valori democratici

In data 19 ottobre 2017 si sono incontrati i rappresentanti delle forze sociali, politiche e sindacali che hanno risposto all’appello dell’ANPI Regione Toscana, per costruire un Comitato in sostegno dei valori democratici e contro ogni forma di fascismo e discriminazione.

I presenti hanno convenuto sia sulla necessità di aggregare una rete di relazioni e organizzativa volta ad approfondire le tematiche di ordine culturale e sociale che corrispondono ai fascismi odierni, sia sull’urgenza di mettere in atto iniziative di contrasto verso tutte le forme di fascismo e razzismo che si manifestano sul territorio toscano.

Il primo appuntamento del comitato sarà il prossimo 28 ottobre, 95° anniversario della Marcia su Roma, a ricordare che questa data segnò l’inizio della dittatura fascista in Italia. In ogni provincia saranno organizzati presidi ed manifestazioni unitarie.

Hanno aderito:
ANED
ARCI
CGIL
FEDERAZIONE DEGLI STUDENTI
ISTITUTO STORICO DELLA RESISTENZA
MOVIMENTO DEMOCRATICO E PROGRESSISTA – ART.1
PARTITO COMUNISTA ITALIANO
PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA
PARTITO DEMOCRATICO
POSSIBILE
RETE ANTIRAZZISTA FIORENTINA
RETE DEGLI STUDENTI
SINISTRA ITALIANA
UDU
UIL
UN’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS

“Subito in Toscana un Comitato regionale antifascista”

Si è svolto a Firenze, il 3 ottobre, un incontro tra il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, l’ANPI regionale e l’Istituto storico della Resistenza. Piena condivisione di un comune percorso antifascista.


La costruzione di un comitato che metta insieme istituzioni e organizzazioni impegnate nella difesa della Costituzione e della democrazia; la promozione di una iniziativa regionale capace di mobilitare la Toscana antifascista; un evento a San Rossore nel settembre 2018, in occasione dell’ottantesimo delle leggi razziali che proprio nell’allora tenuta reale vennero firmate; l’attivazione di meccanismi di analisi e conoscenza – anche in collaborazione con università e centri studi – che affianchino l’attività di monitoraggio dei media e del web che da questa estate la Regione Toscana sta portando avanti.

Sono queste le indicazioni emerse dall’incontro che il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha convocato presso la presidenza per discutere della preoccupante crescita di comportamenti e affermazioni che configurano l’apologia di fascismo o la discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Alla riunione, a cui ha partecipato anche la vicepresidente Monica Barni che tra le sue deleghe ha anche le politiche della memoria e la cultura dei diritti umani, c’erano i rappresentanti dell’Istituto Storico della Resistenza, dell’Anpi e dell’Aned.

“Siamo reduci da un’estate in cui anche in Toscana si sono moltiplicati i rigurgiti fascisti, con minacce e intimidazioni e anche le cronache di questi giorni riportano segnali preoccupanti – ha sottolineato Rossi – Per questo sentiamo il bisogno di un impegno più forte da parte delle istituzioni ma anche dei cittadini, consapevoli che la nostra Costituzione si fonda sul lavoro, la democrazia, l’eguaglianza ed è di per sé antifascista. Non basta più limitarsi a qualche comunicato di condanna. Bisogna rispondere, presidiare, reagire. Denunciare quando necessario ma anche studiare bene un fenomeno che non possiamo permetterci di ignorare o trascurare”.

Della necessità di mettere in rete tutte le varie iniziative che sono state promosse in questi anni ha parlato la vicepresidente Barni: “E’ il momento di fare sistema – ha sottolineato – e allo stesso tempo dobbiamo non essere autoreferenziali, puntando a iniziative che vadano oltre le persone che già sono convinte di certi valori. Dovremo promuovere una grande azione educativa, rivolta alle scuole ma non solo”.

(da www.regione.toscana.it)

Atto intimidatorio di Forza Nuova contro il presidente della regione

L’inqualificabile atto intimidatorio di cui è stato vittima il presidente della regione Toscana Enrico Rossi indica il nervosismo che agita certe sigle dell’estremismo politico.
L’ ANPI regionale Toscana è pienamente consapevole che la vigilanza democratica sui fenomeni che si rifanno alla dittatura fascista sia necessaria per la buona salute della democrazia stessa e del nostro patto di convivenza civile.
Per tanto esprimiamo solidarietà al presidente Rossi.

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L’ANPI Toscana è al fianco di chi pratica il dovere costituzionale ed umano dell’accoglienza

Della bufera mediatica in cui è stato trascinato don Massimo Biancalani, parroco in Pistoia, travolto dagli insulti per aver offerto una giornata in piscina ai profughi che avevano lavorato ad una festa benefica, se ne sta parlando diffusamente.

All’iniziale messaggio del leader della Lega, che lo additava agli odiatori a cottimo di cui si circonda sui social, si accoda ora Forza Nuova che dichiara di voler “vigilare sulla dottrina del parroco”.

Forza Nuova, che si è più volte distinta per l’intenzione di divenire “vigilantes” e di fatto sostituirsi alle forze dell’ordine in materia di sicurezza, esprime ora la volontà di elevarsi a “vigilantes della fede” dichiarando di voler presenziare alla messa officiata da don Biancalani domenica prossima per “vigilare sull’effettiva dottrina del parroco”.

Le questioni che attengono agli aspetti religiosi non sono materia nostra e sulle quali comunque si è già espresso con fermezza il vescovo della città.
Come ANPI Toscana preme invece sottolineare che gli aiuti umanitari e l’accoglienza sono un dovere costituzionale che tutte le cittadine ed i cittadini democratici sono chiamati a svolgere; qualsiasi scelta esercitata dunque nel rispetto delle regole della Carta Costituzionale e della civile convivenza sono, per nostra cultura politica, oggetto di apprezzamento e rispetto.

Il Comitato Regionale ANPI Toscana.

Forza Nuova e le “ronde”, la posizione dell’ANPI Toscana

In queste ultime settimane il capoluogo toscano ed altre città della nostra regione hanno visto il diffondersi di volantini di Forza Nuova. I temi sono l’immigrazione e la sicurezza.

Ridurre l’immigrazione a parole terrorizzanti, che evocano invasioni e violenze, è cinico e barbaro. Non vi è dubbio che un fenomeno grande e difficile come questo comporti anche attriti, timori e incomprensioni. È compito dello Stato italiano e dell’intera Europa gestire in maniera umana, solidale e sicura per tutti il movimento di così grandi quantità di persone. Ricordiamo che l’accoglienza è un dovere costituzionale anche perché noi come italiani abbiamo a nostra volta conosciuto i drammi dell’emigrazione.

Viene da chiedersi, dunque, se alle origini di tali posizioni non ci sia l’ossatura razzista del ventennio fascista.
La sicurezza dei cittadini è una cosa seria e civile, da realizzare costituzionalmente: le “ronde” sono il contrario.

Spetta allo Stato garantire sicurezza e a modularla senza che questo implichi una rinuncia alle libertà individuali e di tutti.

L’ANPI respinge ogni tentativo dei militanti dell’estremismo politico di sostituirsi allo Stato e chiede un’aumentata vigilanza da parte degli organi competenti.

Come ANPI Toscana abbiamo già richiesto un incontro con il Presidente Enrico Rossi ed il Presidente del Consiglio Regionale Eugenio Giani, il tema sarà il contrasto al neofascismo e alle conseguenti derive antidemocratiche: episodi come questi saranno parte della discussione.

Coordinamento ANPI della Toscana

Forza Nuova lancia le sue "ronde", La Repubblica, 3 agosto 2017
Forza Nuova lancia le sue ronde – La Repubblica, 3 agosto 2017